CARTE PREZIOSE. Documenti e gioielli dal Medioevo alla scoperta della Luna: GEP 2026
Data:
21 Settembre 2026
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, promosse dal Ministero della Cultura, l’Archivio di Stato di Piacenza apre i propri spazi al secondo piano di Palazzo Farnese all’arte contemporanea ospitando, sabato 26 settembre alle ore 11, una mostra dedicata al gioiello d’artista.

Protagonista della mostra è Barbara “Babajaga” Graviani, artista del gioiello che da anni trasforma il metallo in piccole sculture da indossare. Argento riciclato, bronzo e materiali di recupero diventano il punto di partenza di una ricerca che intreccia natura, architettura e arti visive. Il suo è un lavoro lento e artigianale, nel quale antiche tecniche come lo sbalzo, il cesello, il traforo, la forgiatura e la fusione permettono di modellare la materia lasciando visibile il gesto dell’artista. Le superfici metalliche acquistano così forme, rilievi e giochi di luce, mentre pietre dure e smalti a fuoco introducono colori vivaci e decisi. Le forme nascono spesso dall’osservazione della natura ma anche dal mondo dell’architettura, con il suo equilibrio di linee, superfici e vuoti. Il risultato sono gioielli dalle forme insolite, a metà fra scultura e ornamento, pensati per entrare in relazione con chi li indossa. Una ricerca che unisce sensibilità estetica e attenzione all’ambiente, attraverso l’impiego di materiali riciclati e di recupero.
Nel corso degli anni Babajaga ha partecipato a diverse mostre dedicate al gioiello d’artista. Tra le esperienze più recenti “I gesti delle emozioni”, presentata nel 2026 allo Spazio Rosso Tiziano di Piacenza, “Naturalia” a Palazzo Ghizzoni Nasalli nel 2018 e, nel 2017, “Ars Illuminandi” ai Chiostri di Sant’Antonino di Piacenza e “A suon di gioiello” nella Casa natale di Stradivari a Cremona. Le prime esperienze espositive risalgono al 1996. La presenza di Babajaga all’Archivio di Stato si inserisce nel programma delle Giornate Europee del Patrimonio attraverso un dialogo fra la memoria custodita nei documenti, che vanno dalle miniature dei codici medievali ai libri del Seicento fino ai giornali del Novecento, e quella impressa nella materia, le carte e le testimonianze del passato incontrano il metallo, lavorato attraverso gesti antichi e trasformato in forme contemporanee.
Un incontro fra patrimonio archivistico – che per la prima volta viene esposto al grande pubblico – e creatività, nel quale anche un piccolo gioiello può diventare una storia da portare con sé.
Ultimo aggiornamento
21 Settembre 2026, 11:06
ARCHIVIO DI STATO DI PIACENZA